12) Scheler. Sul biologismo metafisico.
Con l'espressione biologismo metafisico Scheler intende quelle
teorie metafisiche tratte dall'evoluzionismo, le quali riducono lo
spirito a un prodotto dell'energia biologica, ad un risultato
dello slancio vitale. La persona  pi della vita e l'uomo non
coincide con il suo corpo.
M. Scheler, Wesen und Formen der Sympathie, in Gesammelte Werke;
traduzione italiana Essenze e forme della simpatia, Citt Nuova,
Roma, 1980, pagine 140-143.
Noi rigettiamo interamente e decisamente il biologismo metafisico,
ossia la concezione del fondamento del mondo come lan vital,
vita universale eccetera, come hanno sostenuto Bergson, Simmel,
O. Lodge, ed altri. Lo spirito, nous, n come spirito
conoscente, intuente e pensante, n come spirito emozionale e
volitivo  una fioritura della vita, una sublimazione della
vita. Nessun tipo e nessuna forma di regolarit noetica si pu
ridurre alla regolarit biopsichica dei processi automatici e
(oggettivamente) teleoclini; quella  autonoma. I valori
conoscitivi, inoltre, e i valori etici ed estetici non sono
sottospecie dei valori vitali. Le regioni dell'essere e le sfere
degli oggetti alle quali mirano intenzionalmente tutti gli
autentici atti noetici (tra cui anche la regione dell'essere e
dell'oggetto di tutte le cose e di tutti i processi dell'essenza
della vita medesima) sono ed esistono tutte indipendentemente
dall'essenza e dall'esistenza della vita e degli organismi
viventi, solo cos la vita stessa pu ridiventare un oggetto della
conoscenza oggettiva e dell'apprensione dei valori. Se ogni
essenza e esistenza, o se la loro conoscenza fosse relativa
(relativa nell'esistenza o nella conoscenza) alla vita, allora
la vita stessa sarebbe inconoscibile. Ma proprio la sfera
dell'attualit spirituale si articola in modo rigorosamente
personale, sostanziale e in se stesso individuato, fino a Dio come
la persona di tutte le persone. Consideriamo perci come il
massimo fra tutti gli errori metafisici ogni dottrina che, a
cominciare da Averro, voglia intendere le persone, ossia i
centri concreti degli atti spirituali, come modi, funzioni
d'uno spirito universale, di uno spirito assolutamente inconscio
(v. Hartmann), di una coscienza assoluta trascendentale (Husserl),
di una ragione trascendentale (Fichte, il panteismo razionale di
Hegel). La persona umana non  affatto individuata primamente dal
suo corpo, che in ultima analisi, piuttosto, solamente
appartiene a essa, alla persona, e che pu essere distinto da
tutti gli altri possibili corpi come il campo del suo pi
immediato dominio; e non  nemmeno individuata dal contenuto dei
suoi atti e dei loro oggetti, o dal contesto temporale del
ricordo o da qualsiasi altro contesto delle sue esperienze vissute
- ma tutto questo contenuto e contesto del flusso dell'esperienza
vissuta  oggettivamente diverso per il fatto stesso che le
persone in s individuate, alle quali esso appartiene, sono
diverse nel loro esser-cos. La persona, quindi, si innalza e si
eleva nella sua purezza al di sopra della sua stessa vita e di
ogni altra vita, che  solamente una condizione dell'esistenza
terrena e nello stesso tempo materia della sua conformazione.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume secondo, pagine 243-244.
